
Brand awareness, cos’è e come ottimizzarla con gli audit
Il tuo pubblico riconosce il tuo logo? Ha familiarità con i tuoi prodotti? Riesce a distinguere la tua voce da quella dei competitor? Se la risposta a queste domande è affermativa, allora la tua attività ha una buona brand awareness. Ovvero c’è una consapevolezza del marchio solida, a tutto vantaggio del business.
E se questo non succede? È importante riportare l’attenzione sul brand, affinché i consumatori riescano a identificare e ricordare il tuo brand senza ombra di dubbio.
Ma prima di correre ai ripari, è necessario capire qual è la brand awareness del tuo marchio, cioè conoscere quanto il brand è noto. Per farlo, devi mettere in tavola tutto ciò che di bello hai da offrire, ma anche le criticità. Come fare? Con audit e analisi specifiche che aiutano a rafforzare la tua identità e distinguerti dalla concorrenza.
Brand audit: come usarli per migliorare la brand awareness?
Strumento prezioso per tenere sotto controllo e perfezionare la brand awareness sono gli audit, o meglio, i brand audit. Come spesso accade, la definizione è già espressa nel nome: si tratta di analisi effettuate per verificare come un marchio si posiziona sul mercato.
Un vero e proprio processo diagnostico che non si limita solo all’esteriorità. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, infatti, l’audit non si limita a valutare l’immagine, seppur l’aspetto visual rimane essenziale, ma approfondisce ogni dettaglio.
Dalla coerenza del brand alla comunicazione, dal posizionamento sul mercato alla percezione dei clienti: ogni elemento è passato al setaccio, per analizzare la brand identity e spingersi fino alle radici più vere del brand.
È così che un brand audit restituisce una panoramica dettagliata del brand e della sua awareness, posizionandolo nel quadro generale del settore e suggerendo spunti utili per eventuali miglioramenti e strategie di crescita.
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I principali benefici di un brand audit
Già da questa prima definizione di brand audit, è semplice capire quanto sia importante per la sopravvivenza, la competitività e il successo di ogni brand.
In particolare, definire e seguire un programma efficace di audit costante permette di:
- mantenere la coerenza del brand
- identificare punti di forza e debolezza
- verificare l’allineamento tra brand values e pubblico
- migliore la percezione da parte del pubblico
- ottimizzare le risorse e le strategie di marketing e comunicazione
- valutare la posizione nel mercato rispetto ai competitor
- individuare nuove opportunità di crescita
- aumentare le prestazioni del brand
- prevenire eventuali crisi d’immagine.
Grazie a un costante controllo di tutto ciò che riguarda il brand grazie agli audit ogni marchio può assicurarsi il massimo delle performance e il raggiungimento di risultati reali e misurabili.
In generale, un brand audit annuale riesce ad assicurare a un’azienda che comunicazione, obiettivi e crescita vadano di pari passo e mantengano il brand in salute.

Come fare un brand audit in modo efficace?
L’approccio non è unico, ma varia in base a specifiche del brand come settore e obiettivi. Tuttavia, è possibile comunque individuare dei passaggi fondamentali che riguardano qualsiasi brand audit.
Passando alla pratica, sono 3 i campi da esplorare e analizzare con cura:
- audit interno. In questa categoria possiamo raccogliere tutto ciò che riguarda il brand. Parti dall’identità visiva e dalla coerenza della comunicazione. Logo, colori e design devono essere riconoscibili e riconducibili in modo inequivocabile al tuo brand, che si tratti di materiali cartacei o presenza sul web. La stessa coerenza va riportata nella comunicazione, quindi nei valori, nel tono di voce e nel messaggio: tutto deve essere riconducibile a te;
- audit esterno. Rivolgi, ora, l’attenzione all’esterno. Crea sondaggi per capire come il brand è percepito, analizza i social per raccogliere impressioni e riscontri e monitora, in generale, la brand reputation. Queste azioni sono indispensabili per comprendere cosa pensa di te il pubblico e intervenire dove necessario;
- analisi dei dati. Raccogli informazioni utili sull’interazione online, sulle vendite, sulle richieste da parte di potenziali clienti e così via. Ogni valore ti darà l’idea della direzione in cui il tuo brand si sta muovendo e se gli obiettivi che ti sei prefissato sono vicini o ancora lontani.
Uno strumento che può essere utile per l’analisi interna ed esterna del brand, è l’analisi SWOT. Un vero asso nella manica per capire dove migliorare o la presenza di eventuali rischi da tenere sotto controllo.
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Analisi SWOT: l’analisi completa di un brand
SWOT come Strengths, Weaknesses, Opportunities e Threats. Ovvero, punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce: è in questo che consiste un’analisi SWOT, un esame di questi aspetti per tracciare un quadro reale della situazione attuale e impostare strategie e azioni future.
Questa tecnica permette, infatti, di impostare una pianificazione strategica a partire da fattori interni ed esterni che influenzano la brand awareness e il successo di un marchio. È interessante sottolineare che, oltre al brand, può essere applicata anche a uno specifico prodotto o progetto.
Con una buona analisi SWOT potrai migliorare il tuo business, restare competitivo e sempre allineato con le richieste del pubblico e del mercato.

Come fare un’analisi SWOT?
Tanti sono gli elementi che caratterizzano l’analisi SWOT e tante saranno le fasi in cui articolarla. Si tratta, quindi, di lavorare in 4 passaggi che tengano conto di ogni voce dell’acronimo SWOT.
Fase 1: strengths, i punti di forza.
Quali sono i fattori interni positivi che caratterizzano il brand? Rispondere a questa domanda ti permetterà di capire cosa funziona bene e darà nuovi spunti per applicare tali meccanismi anche in settori al momento carenti.
Si può parlare di competenze specifiche, team multidisciplinare, tecnologie innovative e così via.
Fase 2: weaknesses, i punti deboli.
Ragioniamo come per il punto precedente, ma spostando il focus su ciò che non sta funzionando, su quegli elementi interni che potrebbero ostacolare il progresso del brand, come risorse limitate, disorganizzazione, problemi di reputazione.
Individuare queste carenze è il primo passo per migliorarsi: un brand consapevole delle proprie debolezze si sta già muovendo per superarle.
Fase 3: opportunities, le opportunità.
Ci spostiamo all’esterno del brand e andiamo a indagare tutti i fattori positivi che possono portare benefici al brand e portarlo in una posizione maggiormente competitiva.
Nuove tendenze e tecnologie, segmenti di mercato in cui inserirsi o cambiamenti dello scenario, ma anche aree che non hai ancora esplorato possono dare nuove prospettive al tuo brand.
Fase 4: threats, le minacce.
Cosa può mettere a rischio il tuo marchio? Individua i fattori esterni negativi che potrebbero danneggiare il brand o creare problemi alla sua crescita. Purtroppo sono spesso fuori dal nostro controllo: alla concorrenza, ai cambiamenti tecnologici vanno affiancati anche situazioni come pandemie o crolli dei mercati.
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Come l’analisi SWOT aiuta a lavorare sulla brand awareness?
Possono sembrare due mondi distanti, ma un’analisi SWOT accurata può migliorare il lavoro di un’azienda sulla propria brand awareness. Innanzitutto – e non è poco – aiuta a stimare e comprendere lo stato di consapevolezza verso il proprio marchio.
L’analisi dei punti di forza e di debolezza, infatti, traccia una guida delle aree in cui il brand è più forte e quali necessitano di miglioramenti. Questo porta a una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti e mostra i punti su cui lavorare per incrementare la brand awareness.
Lo studio delle opportunità e delle minacce, invece, facendo chiarezza sul contesto in cui il brand opera e le dinamiche di mercato, permette di acquisire una conoscenza migliore dell’ambiente esterno e delle sue sfide, fornendo, anche in questo caso, delle indicazioni per lavorare sulla consapevolezza di marca.
Insomma, l’analisi SWOT è parte attiva nella definizione di una strategia più efficace, che sfrutta i punti di forza per cogliere le opportunità e mitiga i punti di debolezza e le minacce, per raggiungere obiettivi di business e di awareness.
Passando anche dall’analisi SWOT, i brand audit consentono di identificare le aree di miglioramento, di rischio e di opportunità, rivelandosi così fondamentali per uno sviluppo sano del brand e della sua awareness.
Dietro i brand audit, infatti, si nasconde la possibilità di evoluzione (positiva) del brand e dunque della crescita della sua conoscenza nel pubblico. In caso contrario il rischio è di ritrovarsi a essere irrilevanti.

