
Pubblicità: i risultati del 2025 e le aspettative per il 2026
Nel settore pubblicitario globale, il 2025 si chiude con dati che superano le previsioni più ottimistiche. Nonostante le incertezze economiche e i timori legati a nuovi strumenti come l’intelligenza artificiale, la pubblicità ha dimostrato una resilienza straordinaria, consolidando una traiettoria di crescita che promette di accelerare ancora nel 2026.
È il rapporto “This Year, Next Year” di WPP Media, a dirci che i ricavi pubblicitari globali hanno raggiunto la cifra impressionante di 1,14 trilioni di dollari nel 2025, con una crescita dell’8,8%.
Non si tratta solo di cifre, ma della conferma dell’efficacia di un settore che ha saputo reinventarsi e adattarsi a un panorama in continua trasformazione.
Le previsioni per il 2026 sono altrettanto incoraggianti: si valuta un ulteriore incremento del 7,1%. Una crescita che non è casuale, ma il risultato di trasformazioni profonde che stanno ridefinendo il modo in cui brand e consumatori interagiscono.
Come sta cambiando il settore pubblicitario?
Il 2025 ha visto l’accelerazione di tendenze che ridefiniscono gli equilibri tradizionali del settore pubblicitario. Analizziamo i principali punti cruciali.
Lo streaming video
Entro il 2026 quasi un terzo dei ricavi televisivi globali proverrà dalle piattaforme streaming, segnando un cambiamento epocale nel modo in cui i contenuti video vengono distribuiti e monetizzati.
Abbiamo osservato, per la prima volta nella storia della pubblicità moderna, come i canali di retail media abbiano generato ricavi superiori a quelli televisivi, posizionandosi come strumento chiave nell’intercettare i consumatori nell’ultimo miglio del percorso d’acquisto.
Questo fenomeno riflette un cambiamento fondamentale: la pubblicità si sposta sempre più vicino al momento della decisione d’acquisto, integrando comunicazione e transazione in un’unica esperienza fluida.
La ricerca utente
La search, pilastro storico della pubblicità digitale, sta vivendo la sua più grande trasformazione dall’introduzione di Google AdWords.
L’avvento di interfacce conversazionali basate sull’intelligenza artificiale sta trasformando la ricerca: gli utenti non si limitano più a interrogare motori di ricerca con parole chiave, ma conversano con sistemi in grado di comprendere contesto, intenzioni e sfumature.
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L’intelligenza artificiale
Se nel 2024 l’intelligenza artificiale era ancora percepita da molti come una promessa futuristica, il 2025 ha dimostrato che l’AI è diventata una componente strutturale e imprescindibile dell’intero ecosistema pubblicitario.
Il suo impatto attraversa trasversalmente tutte le fasi della filiera pubblicitaria:
- creazione dei contenuti, grazie agli algoritmi generativi che fungono da sostegno nella produzione di materiali personalizzati su larga scala
- pianificazione media, con modelli predittivi che ottimizzano l’uso dei budget
- misurazione delle performance tramite sistemi di analisi sempre più sofisticati, capaci di tracciare e interpretare il comportamento degli utenti attraverso molteplici touchpoint.
Si tratta di una trasformazione che non ha comportato la sostituzione dell’elemento umano, ma piuttosto una sua evoluzione: i professionisti del settore si sono concentrati sempre di più su attività ad alto valore aggiunto come la strategia, la creatività concettuale e l’interpretazione degli insight, lasciando all’AI compiti operativi e di ottimizzazione.
Il settore pubblicitario in Italia, tra 2025 e 2026
Una crescita del 2,9% e il raggiungimento di 13,5 miliardi di euro di investimenti pubblicitari hanno segnato la chiusura del 2025 del settore in Italia.
Un traguardo significativo, raggiunto soprattutto grazie al contributo delle piccole e microimprese; senza di loro, infatti, la crescita si sarebbe fermata a un modesto 0,2%.
Questo dato evidenzia come le PMI italiane abbiano scoperto nel digitale un canale di comunicazione accessibile e misurabile, diventando protagoniste dell’advertising. Sono le piccole imprese, infatti, a generare circa il 70% degli investimenti digitali presenti in Italia.
In generale, la pubblicità in Italia è stata caratterizzata da:
- principale uso della televisione e del digitale come mezzo di comunicazione, fino a rappresentare quasi il 90% degli investimenti totali
- formato video che ha dominato in maniera trasversale, raccogliendo oltre la metà della spesa pubblicitaria complessiva
- modalità di ricerca da parte degli utenti allineata a quanto avvenuto a livello globale, dunque un approccio sempre più incline alla conversazione.
Pubblicità e sport: un connubio vincente in Italia
Le previsioni per il 2026 italiano sono più che incoraggianti, con stime di crescita comprese tra il 4% e il 5%, che porterebbero il mercato a superare i 14 miliardi di euro.
Anche in questo caso, le piccole e medie imprese continueranno a giocare un ruolo decisivo, confermandosi elemento distintivo di questo mercato.
Il fattore catalizzatore del 2026 sarà rappresentato soprattutto dallo sport tra le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina e i Mondiali di Calcio. Questi appuntamenti non impatteranno solo sulla raccolta pubblicitaria televisiva e digital, ma genereranno un effetto moltiplicatore su tutto l’ecosistema della comunicazione: dall’influencer marketing al branded content, dalle sponsorizzazioni agli eventi esperienziali.
Eventi sportivi di questa portata hanno dimostrato negli anni di essere non solo momenti di picco negli investimenti, ma veri e propri acceleratori di innovazione.
Le aziende sperimentano nuovi formati, testano tecnologie emergenti, cercano modi creativi per intercettare l’attenzione di un pubblico particolarmente ricettivo.
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Settore pubblicitario in Italia vs mercato globale
Nel confronto con i principali mercati mondiali, l’Italia mostra una crescita più contenuta rispetto a economie più dinamiche come Stati Uniti, Brasile, India e Regno Unito. Tuttavia, mantiene una buona stabilità e presenta caratteristiche distintive che ne fanno un mercato maturo e sofisticato.
L’alta concentrazione su video e digitale, il peso dello piccole e medie imprese, la presenza di creatività e competenze produttive riconosciute a livello internazionale sono tutti aspetti che contraddistinguono il settore pubblicitario nostrano e ne determinano la qualità e le potenzialità.
Il mercato italiano rappresenta un interessante laboratorio che ci fornisce importanti indicazioni per capire come adattare le dinamiche globali della pubblicità digitale alle proprie specificità.
La capacità di integrare l’eccellenza creativa tradizionale con le nuove tecnologie digitali potrebbe rappresentare un modello replicabile in altri contesti simili.

Quale sarà il futuro del mercato pubblicitario?
Dai dati relativi al 2025 e dalle prospettive per il 2026, possiamo affermare che il settore pubblicitario non sta semplicemente crescendo, ma sta attraversando una trasformazione sostanziale.
Ad esempio, l’intelligenza artificiale, come abbiamo già visto, sta passando da elemento di innovazione a infrastruttura di base, su cui si costruiscono nuove modalità di pianificazione, creazione e distribuzione dei messaggi pubblicitari.
La pubblicità del futuro sarà:
- sempre più personalizzata
- capace di adattarsi in tempo reale ai contesti e alle preferenze individuali
- presente in ogni momento del customer journey senza essere invasiva
- proattiva, capace di anticipare bisogni e desideri prima ancora che vengano esplicitati dall’utente.
Per i professionisti del settore, questo scenario apre opportunità straordinarie, anche se richiede una continua evoluzione delle competenze.
La capacità di interpretare informazioni complesse, di orchestrare campagne omnicanale, di affrontare le implicazioni etiche dell’uso dell’AI, di mantenere al centro l’elemento umano e creativo pur sfruttando le potenzialità della tecnologia: queste saranno le qualità caratteristiche e distintive del pubblicitario del futuro.
Pubblicità: come cogliere le nuove opportunità?
Il 2025 ha dimostrato che il mercato pubblicitario possiede una resilienza e una capacità di innovazione notevoli. Nonostante le turbolenze economiche globali, le incertezze geopolitiche e i rapidi cambiamenti tecnologici, il mercato non solo ha mantenuto la sua traiettoria di crescita, ma l’ha accelerata.
Il 2026 si presenta come un anno ancora più dinamico, caratterizzato da grandi eventi sportivi che fungeranno da catalizzatori di innovazione e investimenti.
L’Italia, con le sue peculiarità e i suoi punti di forza, è ben posizionata per cogliere queste opportunità, a patto di continuare a investire in innovazione, formazione e capacità di adattamento.
L’intelligenza artificiale si è rivelata il motore principale di questa trasformazione, aprendo possibilità che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza.
Il futuro della pubblicità sarà scritto da chi saprà combinare la potenza della tecnologia con la profondità della comprensione umana, la precisione dei dati con la magia della creatività, l’efficienza dell’automazione con l’autenticità delle relazioni.
Per agenzie, brand e professionisti del settore, il messaggio è chiaro: il momento di investire nel futuro è adesso. Chi saprà anticipare i trend, abbracciare il cambiamento e mettere al centro l’innovazione non solo sopravviverà, ma prospererà in questo nuovo ecosistema pubblicitario che si sta rapidamente definendo.
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