22 Marzo 2018

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Che cosa fa tutti i giorni un bravo copywriter?

Personalità, persone e parole: ecco i 3 punti chiave di una comunicazione web efficace, le 3 P che guidano l’attività di un vero professionista delle parole.

Che cos’è un copywriter? È un professionista che lavora in azienda, o in agenzia, e si occupa di comunicazione; in particolare scrive i testi delle pubblicità (annunci stampa, telecomunicati, radiocomunicati…). Il suo collega web copywriter scrive i testi per il web, ad esempio i contenuti per i siti, gli articoli di blog e le newsletter.

Che cosa fa un bravo copywriter? Scrive testi adeguati ai diversi canali di comunicazione e ha un’ottima padronanza dell’italiano.


Non solo: scrive
testi con carattere, che non passano inosservati; attraverso precise scelte linguistiche instaura una relazione con i suoi interlocutori – spesso immaginari; infine rispetta le parole, percepisce le loro sfumature.

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Personalità, persone e parole. Andiamo alla scoperta di questi tre mondi affascinanti, così importanti per il lavoro quotidiano di un copywriter e fondamentali per l’efficacia dei suoi testi, soprattutto online.

E, perché no, anche dei tuoi testi: ruba tutti i consigli che ti servono per migliorare la tua scrittura per il web.

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Scrivere testi con personalità

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Un bravo copywriter sa che prima di iniziare a scrivere deve riflettere su alcune domande, e rispondere con consapevolezza, senza troppi giri di parole.

Come vuole essere percepito chi scrive?
Come vuole trasmettere i suoi valori?
Come vuole essere riconosciuto?
Come vuole distinguersi dagli altri?

Se vuole fare la differenza con i suoi testi, chi scrive deve partire dal “come”. E dal momento che il copywriter scrive per una o più aziende, deve conoscere alla perfezione il carattere e le aspirazioni di ciascuna di esse.

LEGGI ANCHE: Brand identity: che cos’è e come si definisce

Che cos’è l’identità di marca, perché è fondamentale, quando torna utile e come si crea a livello pratico. Infine, chi può aiutarti a definirla.

Lo spiega nel suo blog anche Valentina Falcinelli, copywriter ed esperta in brand language e tono di voce, che da anni aiuta le aziende a definire la propria personalità verbale.

In un suo post recente leggiamo “il tone of voice aiuta le aziende ad avere una personalità, a distinguersi dai concorrenti e ad avvicinarsi sempre di più alle persone”; così le aziende possono comunicare come fanno gli individui in carne ed ossa e diventare uniche agli occhi delle persone.

“Un tono di voce personale, unico, studiato per l’azienda a partire dai suoi valori è un valore.” – Valentina Falcinelli

I brand emozionali – le aziende che preferiscono comportarsi come le persone piuttosto che essere percepite come entità astratte – hanno capito che prima di offrire prodotti o servizi devono saper suscitare emozioni. Come? Soprattutto attraverso i propri contenuti.

Così il copywriter ha una grande responsabilità: una volta compresa e assimilata la personalità dell’azienda, deve “cucirle addosso” una voce e un tono di voce, necessari per tutta la sua comunicazione verbale.

Parola dopo parola, deve fare precise scelte stilistiche, semantiche e linguistiche per confezionare i testi più in linea con l’identità aziendale.

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Qual è la differenza tra voce e tono di voce?

La voce è la sintesi di due cose: quello che l’azienda vuole comunicare di sé e le emozioni che provano le persone che vi entrano in contatto.

Il tono di voce è il modo con cui l’azienda regola la sua voce nei vari contesti e canali.

Trovi questa e molte altre considerazioni interessanti nel primo libro di Valentina Falcinelli, edito da Franco Cesati Editore, Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali.

Rivolgersi alle persone

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Se da un lato a parlare (o a scrivere) c’è l’azienda, dall’altro ad ascoltare (o a leggere) ci sono le persone.

Un bravo copywriter lo sa, per questo deve essere capace di modulare la forma e la persona – ad esempio seconda persona singolare (“tu”) e seconda persona plurale (“voi”) – in particolare sul web, anche all’interno dello stesso sito.

Luisa Carrada, editor e docente di scrittura per le aziende, sottolinea il concetto in un passaggio del suo libro Guida di stile. Scrivere e riscrivere con consapevolezza:

Scegliere se usare il “tu” o il “voi” o il “lei”, il “noi” o la forma impersonale stabilisce un grado di vicinanza e un tono di voce più o meno diretto. È una scelta importante, da fare con consapevolezza.
Luisa Carrada

A determinare la scelta è, ancora una volta, la personalità di chi parla – la personalità dell’azienda.

Il copywriter è orientato al “tu” se vuole instaurare una relazione diretta e coinvolgente con il lettore-interlocutore, al contrario opta per altre forme se vuole trasmettere distanza e autorevolezza.

Non deve mai ricorrere al “tu” con leggerezza, senza prestare attenzione al più ampio contesto suggerito dalle parole nel testo.

A mettere in guardia chi scrive su questo aspetto è sempre Luisa Carrada, nel suo manuale Lavoro, dunque scrivo!: “L’uso del ‘tu’ sembra la strada più facile per scrivere con voce naturale e umana. Non bastano queste due o tre letterine per agganciare il lettore. Quella relazione è arte sottile, fatta certo anche di ‘tu’ e di ‘lei’, ma dove contano soprattutto le parole che il lettore riconosce come sue, il giusto ordine delle informazioni, l’attenzione alle sue aspettative, il rispetto del suo tempo”.

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Scegliere le parole giuste

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Torniamo a riflettere sulle parole: sono il primo strumento di lavoro di un copywriter, e più in generale un strumento di potere per tutti.

Le parole, infatti, hanno un forte legame con il pensiero; le parole trasmettono sfumature necessarie per la comprensione.

Le armi più potenti che ha a disposizione il copywriter sono le parole concrete e precise. Pertanto quando scrive i suoi testi deve evitare le parole astratte – fallo anche tu se vuoi che il tuo messaggio sia incisivo e memorabile.

Le parole esatte, specifiche, chiare e di uso comune proteggono i testi dalle incursioni della banalità e della mediocrità, facendoli brillare di luce propria.

Occhio agli aggettivi che soprattutto nel marketing tendono a svilire le cose, a banalizzarle. Scegliendo parole concrete – principalmente sostantivi, nomi comuni – il copywriter è portato a descrivere una situazione o un’immagine o un’idea, piuttosto che inquadrarla ed immobilizzarla con due o tre aggettivi spenti.

Quando la comunicazione è concreta e vivace gli aggettivi diventano (quasi) superflui.

Più le parole sono concrete e precise, meno ne occorrono.
Yvonne Bindi

Parola dell’autrice di Language design: guida all’usabilità delle parole per professionisti della comunicazione.

Un bravo copywriter sa che un concetto espresso con meno parole, quelle giuste, è sempre più efficace. Less is more, il copywriter deve continuare a ripeterselo mentre si impegna a tagliare ed eliminare tutte le parole inutili nei suoi testi.

È vero che le parole sono un potente strumento di potere. Pensa alle parole che leggi su un sito web: tutte precedono la tua esperienza di navigazione e ne influenzano la riuscita.

Pensa alle call to action: quelle più efficaci anticipano quello che sta per succedere o indicano, spesso in modo originale, l’azione precisa che devi compiere. Banditi i “clicca qui” e gli “scopri”, un bravo copywriter scrive call to action asciutte, chiare e incentrate sul lettore, non sull’azienda.

Che siano presentazioni, annunci, articoli, recensioni o semplicemente pagine di un sito, i testi web vanno scritti seguendo regole precise.

L’argomento ti interessa e vorresti approfondire?

Leggi i libri e gli articoli che contengono queste ed altre chicche per scrivere meglio:

Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali di Valentina Falcinelli
Guida di stile. Scrivere e riscrivere con consapevolezza di Luisa Carrada
Lavoro, dunque scrivo! di Luisa Carrada
Language design: guida all’usabilità delle parole per professionisti della comunicazione di Yvonne Bindi
www.tonodivoce.it/blog-tono-di-voce/
www.luisacarrada.it/quaderni/
www.nuovoeutile.it

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